Omeopatia e malattie da raffreddamento

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Omeopatia e malattie da raffreddamento

Messaggiodi Dr.Ascani il ven dic 19, 2008 12:37 am

Nei climi temperati la stagione della malattia respiratoria "da raffreddamento" coincide con il periodo che va da ottobre ad aprile, con maggior picco durante i mesi invernali, favorita dalle basse temperature ma anche dalla minor vita all'aria aperta e dalla maggior promiscuità in ambienti affollati e confinati che favoriscono la trasmissione degli agenti patogeni. I rhinovirus sono più attivi nel primo autunno e in tarda primavera, i tipi 1 e 2 della parainfluenza raggiungono l'apice in autunno, mentre l'epidemia di influenza raggiunge l'apice nel tardo inverno e nella prima primavera. I picchi annuali del virus respiratorio sinciziale variano tra autunno, inverno e primavera. La tosse rappresenta comunque una delle più frequenti ragioni di visita medica: sintomo banale che indica la sofferenza delle vie respiratorie, che può andare dalla laringe fino all'alveolo polmonare, si colloca spesso all'interno di un più vasto quadro clinico e necessita sempre di una diagnosi nosologica precisa per poter stabilire la sede dell'infiammazione, causa della comparsa del riflesso tussigeno, e decidere la terapia più adeguata, allopatica o omeopatica. La terapia allopatica, nulla potendo contro i virus, si può avvalere soltanto di rimedi sintomatici antifebbrili e antinfiammatori quali acido acetilsalicilico, paracetamolo e fluidificanti come acetilcisteina, carbocisteina, sobrerolo, etc. L'uso di antistaminici allevia i sintomi rinitici. Se la febbre persiste o intervengono sovrainfezioni batteriche o broncospasmo si aggiunge un'adeguata terapia antibiotica (amoxicillina, macrolidi, cefalosporine) e cortisonica. La terapia omeopatica, agendo non già sull'agente nosologico ma sulla stimolazione della capacità reattiva e di autoguarigione, permette, se ben eseguita, una rapida risoluzione delle malattie da raffreddamento con il vantaggio dell'assenza di effetti collaterali iatrogeni. Le modalità evolutive di ogni malattia acuta dipendono dalla sede dell'infiammazione, dalla natura dell'aggressore e da ciò che in omeopatia viene definito "terreno", vale a dire la capacità reattiva dell'individuo. La scelta del tipo di rimedio omeopatico dipende da tutti questi fattori ma viene sempre e soprattutto determinata dalla reazione individuale del malato e dalle modalità, dal modo cioè nel quale il sintomo viene vissuto e si manifesta nel singolo individuo. La terapia omeopatica, là dove venga correttamente prescritta, stimolando la "vis medicatrix naturae", permette una rapida guarigione senza reliquati. La corretta scelta del rimedio nelle malattie acute può essere verificata "sul campo" in rapporto alla pronta risposta del paziente. Quando il paziente non trova immediato beneficio è sempre opportuno riconsiderare la prescrizione, ricordando che l'omeopatia nella malattia acuta non è mai lenta, come comunemente si crede, ma che invece può essere rapida in modo spettacolare. Se ciò non avviene il rimedio non è stato scelto in modo corretto e la prescrizione deve essere riconsiderata.

Fonte:
articolo di di Antonella Bondi
Dott. Tancredi Ascani
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