ANCHE L'ASPIRINA POTREBBE ESSERE DANNOSA

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ANCHE L'ASPIRINA POTREBBE ESSERE DANNOSA

Messaggiodi Dr.Ascani il gio giu 04, 2009 12:52 pm

Una nuova ricerca, che fa parte del programma 'Biomed', Biomedicine and health, finanziato dall'Unione Europea, ha scoperto che, anche se l'uso regolare dell'aspirina puo' ridurre l'incidenza di infarti non mortali o di ictus di circa il 12 per cento, provoca un aumento del 33 per cento del rischio di emorragie interne nelle persone che non hanno un'anamnesi di malattia importante. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista The Lancet e riportate dal notiziario europeo Cordis. Secondo Colin Baigent del Clinical Trial Service Unit e dell'Epidemiological Studies Unit presso l'Universita' di Oxford (Regno Unito), coordinatore della ricerca, le linee guida generali che sostengono l'uso dell'aspirina in individui sani non sono fondate e per quanto riguarda le persone sane, non ci sono prove a sufficienza da suggerire che i benefici dell'assunzione di aspirina sul lungo termine superano il rischio secondo un margine conveniente. I ricercatori hanno rilevato che le linee guida attuali ignorano largamente qualsiasi differenza nel rischio di emorragie e consigliano che l'aspirina venga usata ampiamente per la prevenzione primaria di quest'ultime, con un rischio moderatamente aumentato di malattia cardiaca coronarica. E' stato anche suggerito che, dal momento che l'eta' e' un fattore determinante del rischio di malattia coronarica, l'assunzione giornaliera di aspirina dovrebbe iniziare in tutte le persone a partire da una certa eta', sia da sola o combinata ad altri farmaci. I ricercatori hanno valutato i dati di oltre 95 mila persone che hanno partecipato a 6 trial clinici randomizzati durante i quali e' stata studiata la prevenzione primaria attraverso l'uso dell'aspirina. Sulla base dei loro risultati, il rischio di eventi vascolari gravi sono caduti dallo 0,57 per cento allo 0,51 per cento ogni anno grazie al trattamento con l'aspirina, ma il rischio di emorragie gravi e' cresciuto dallo 0,07 per cento allo 0,10 per cento ogni anno. Secondo i ricercatori, cio' indica che l'aspirina non e' in effetti un metodo di facile applicazione nella prevenzione primaria. L'alternativa alla prevenzione primaria, secondo i ricercatori, e' di ritardare l'inizio del trattamento a lungo termine con l'aspirina finche' non vengono osservati gli indizi di una malattia vascolare ostruttiva, che colpisce le arterie e porta a insufficienza distale delle arterie e ad ischemia. La ricerca ha infine mostrato che il maggiore svantaggio del rinvio e' che i primi sintomi della malattia potrebbero manifestarsi in un evento disabilitante o mortale mentre il principale vantaggio e' il fatto che si potrebbero evitare decenni di rischio leggermente aumentato di emorragia cerebrale o sanguinamento extracranico grave.

Fonte:
Sanitanews.it. Giornale del 04/06/2009‏
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