Errori medici, la morte in cifre

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Errori medici, la morte in cifre

Messaggiodi Dr.Ascani il mar dic 16, 2008 12:17 pm

Senza voler disconoscere i meriti della medicina moderna, non va ignorata una sorta di nemesi che sembra aleggiare minacciosa sopra i clamorosi successi della medicina convenzionale.

L'attenzione dedicata dai giornali in questi ultimi giorni agli errori medici merita anche un nostro commento. In America le cifre, pubblicate su un rapporto dal titolo "Death by Medicine", sono da shock. Un sintetico dettaglio: 2,2 milioni di cittadini americani subiscono ogni anno una reazione avversa a farmaci; 7,5 milioni di pazienti subiscono interventi medici o chirurgici evitabili; 8,9 milioni sono i cittadini inutilmente ricoverati in ospedale; 20 milioni le confezioni di antibiotici inutili prescritti per infezioni di natura virale. Ma il dato più drammatico sono i decessi iatrogeni da imputare a errore chirurgico, errore di diagnosi medica, errore terapeutico e conseguenze di procedure diagnostiche. Il numero di decessi da queste cause ammonta ogni anno a 783.936. Si è detto che neanche tutte le guerre americane hanno ucciso tanti cittadini quanti la medicina! Inoltre questa cifra costituisce la principale causa di morte negli USA. Confrontando qualche dato, si osserva che la medicina uccide di più dei tumori (553.251 decessi) o delle malattie cardiache (699.697).

In Italia non si registra una situazione migliore: i pazienti deceduti per cause iatrogene in ospedale sono 32.000 ogni anno, pari a circa il 2,5% dei decessi annuali nella nostra penisola. A queste si aggiungono 300.000 casi in cui, sempre per errore medico, viene seriamente compromessa la salute dei pazienti. Come è prevedibile, i campi maggiormente soggetti ad errore sono la chirurgia, l'emergenza-urgenza e il pronto soccorso.

Una domanda che non vogliamo porci: i dati italiani sono realistici oppure potrebbero essere sottostimati per omissione? Dal confronto del numero dei decessi in Italia e in America sembrerebbe infatti che la medicina nazionale sia ben più virtuosa di quella americana. Ma in America sembra che solo un numero minimo, compreso tra il 5 e il 20% degli eventi iatrogeni effettivamente verificatesi, sia oggetto di segnalazione ufficiale. E in Italia? La guerra alle medicine complementari che i medici più oltranzisti portano avanti sbandierando i successi della medicina accademica, da loro ritenuta l'unica medicina, ha senso davanti a questi dati?

Fonte:
articolo di Simonetta Bernardini
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