Biossido di titanio, un additivo che altera il microbioma

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Biossido di titanio, un additivo che altera il microbioma

Messaggiodi Dr.Ascani il gio mag 16, 2019 10:42 am

Biossido di titanio, un additivo che altera il microbioma intestinale

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E171: una sigla anonima, che cela uno dei più discussi additivi alimentari presenti sul mercato. Parliamo del biossido di titanio, un minerale utilizzato come colorante (sbiancante) in caramelle, gomme da masticare, salse, prodotti a base di carni e formaggi, e anche in alcuni farmaci. Per l’Iarc, si tratta di un possibile cancerogeno, ma solamente in caso di inalazione. Abbastanza, comunque, per convincere la Francia a vietare del tutto il suo utilizzo alimentare a partire dal 2020. Mentre nel resto del mondo continua ad essere usato senza restrizioni di sorta. Chi ha ragione? Difficile a dirsi, ma un nuovo studio dell’Università di Sydney sembra portare acqua al mulino francese. Il consumo di cibo contenente biossido di titanio, si legge nella ricerca pubblicata su Frontiers in Nutrition, avrebbe un effetto deleterio per il microbioma intestinale, e di conseguenza potrebbe scatenare patologie come la sindrome del colon irritabile e il cancro del colon-retto.

Tutta colpa delle nanoparticelle
Gli effetti dannosi del biossido di titanio sono collegati al suo utilizzo sotto forma di nanoparticelle. Corpuscoli così piccoli che il nostro organismo non riesce ad espellerli, con la conseguenza che si accumulano, stimolano l’infiammazione e (si ipotizza) finiscono per causare una lista crescente di malattie, o “nanopatologie”. Tra le principali (per le quali i dati scientifici iniziano a farsi più convincenti), i ricercatori di Sydney citano demenze, malattie autoimmuni, eczemi, asma, autismo e alcuni tumori.

Biossido di titanio nel cibo
A tranquillizzare esperti e istituzioni è il fatto che la formulazione utilizzata a scopo alimentare non dovrebbe contenere nanoparticelle, come capita invece quando è usato in cosmesi, o nella produzione di vernici. Ma diverse ricerche recenti hanno dimostrato che anche nei cibi possono essere presenti questi insidiosi nemici nanoscopici, formati dai processi produttivi e dalla lavorazione del materiale “macroscopico”. E visto che il biossido di titanio è presente in oltre 900 prodotti in vendita nei supermercati australiani, e quindi consumato in quantità elevate quotidianamente da un’ampia fascia della popolazione, i ricercatori di Sydney hanno deciso di vederci più chiaro.

Biofilm: il microbioma diventa pericoloso
Per farlo hanno utilizzato dei topi, concentrando l’attenzione sui cambiamenti che subisce il loro microbioma intestinale quando sono sottoposti a una dieta arricchita con biossido di titanio. E anche se non sono emersi cambiamenti nella composizione di queste colonie di microorganismi, i ricercatori ritengono di aver individuato la prova di un potenziale effetto nocivo. “Quel che abbiamo scoperto è che il biossido di titanio non cambia la composizione del microbioma intestinale, ma altera l’attività dei batteri che lo compongono”, spiega Laurence Macia, coautore della ricerca. “In particolare, ne promuove la crescita sotto forma di biofilm, un aggregazione indesiderata di batteri che è stata collegata allo sviluppo di malattie come il tumore del colon-retto. Per questo motivo, riteniamo che il suo utilizzo nel comparto alimentare andrebbe regolamentato più severamente”.

Riferimenti: Frontiers in Nutrition

Fonte:
https://www.galileonet.it/biossido-di-t ... IBCaRFm5UY
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