RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il gio mag 27, 2010 5:33 pm

C'è una memoria nell'acqua?

Chi conosce l'omeopatia sicuramente ricorda l'esperimento di Benveniste che, nel 1988, ne pubblicò i risultati su Nature: l'esperimento era consistito nel riuscire a modulare la degranulazione dei basofili con un siero anti-IgE ultradiluito. Il fenomeno fu descritto come "memoria dell'acqua", interpretandolo evidentemente come dovuto alla persistenza di un segnale biochimico nel siero nonostante la diluizione ultramolecolare. Pochi mesi più tardi la stessa rivista pubblicò un articolo che sosteneva la assoluta non attendibilità dell'esperimento e Benveniste perse così il suo incarico di ricerca all'Inserm di Parigi e la candidatura al premio Nobel per la medicina.
Nel 2004 su Inflammation Research un gruppo di ricerca multicentrico coordinato da Madeleine Ennis pubblica un lavoro dimostrando che la degranulazione dei basofili è inibita da ultradiluizioni di istamina, riprendendo lo stesso modello cellulare studiato da Benveniste e inaugurando una linea di ricerca di notevole interesse dedicata a studiare i meccanismi alla base del fenomeno e questo lavoro di Bellavite e collaboratori, pubblicato ancora da Inflammation Research, aggiunge importanti risultati sull'argomento. L'esperimento è consistito nel raccogliere campioni ematici di 4 soggetti adulti sani donatori, nel ricavare da tali campioni i basofili circolanti, nell'attivare i basofili con siero anti IgE e nell'inibire la degranulazione con diluizioni acquose infinitesimali di istamina (2CH, 12CH, 14CH, 15CH e 16CH). La citoflussimetria è stata la metodica di studio.
I risultati mostrano che alcune diluizioni di Istamina (in particolare la 12CH, la 14CH e la 16CH) inibiscono in modo significativo rispetto al controllo (valori di p: 0,001, 0,003 e 0,009 rispettivamente) la degranulazione dei basofili, valutando come marker di attivazione cellulare il CD203c. Gli autori nelle conclusioni sottolineano come alcune caratteristiche fisiche del solvente acquoso consentono di spiegare i risultati ottenuti con diluizioni infinitesimali di Istamina facendo riferimento a studi di Demangeat con tecnica RM su diluizioni acquose di Istamina. Benveniste aveva ragione?

Fonte:
Omeopatia33, 28 maggio 2010 - Anno 5, Numero 18
http://www.siomi.it/apps/pubblicazioni.php?id=679
Inflamm Res, 2009, 58, (11), 755
Dr.Ascani
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il gio lug 08, 2010 10:58 am

L'omeopatia come alternativa agli antibiotici nella diarrea dei suinetti

L'utilizzo degli antibiotici, in prevenzione e/o in terapia, è in continuo aumento nell'allevamento zootecnico intensivo, con evidenti ripercussioni negative sul benessere animale, sulla salubrità degli alimenti e sull'ambiente. Uno studio condotto presso l'Università di Wageningen nei Paesi Bassi suggerisce che l'omeopatia può essere un'alternativa agli antibiotici nella diarrea neonatale da E. coli dei suinetti. La colibacillosi neonatale, colpisce il lattone durante il periodo dell'allattamento, ma è più frequente tra le 12 ore e i primi 5 giorni di vita ed è causa di perdite economiche notevoli; i trattamenti convenzionali, prevedono la somministrazione di antibiotici agli animali colpiti o la vaccinazione preventiva alla madre, ma con risultati spesso non esaustivi. Sono state individuate 52 scrofe pluripare, suddivise in due gruppi (omeopatico e placebo): al gruppo omeopatico è stato somministrato nell'ultimo mese di gestazione il nosode omeopatico Coli 30K e sono stati monitorati i lattoni provenienti da entrambi i gruppi, per la prima settimana dal parto. I risultati evidenziano una differenza statisticamente significativa nei suinetti provenienti dalle scrofe trattate, in cui la forma enterica si presenta meno grave e di durata inferiore rispetto al gruppo placebo. Pertanto si confermano i vantaggi del trattamento omeopatico sia per la riduzione dei costi per l'allevatore, che per la diminuzione dei residui farmacologici nei prodotti di origine animale.

Fonte:
di Giuseppina Brocherel
Homeopathy, 2010, 99, (1), 57
http://www.siomi.it/apps/pubblicazioni.php?id=858
Omeopatia33, 9 luglio 2010 - Anno 5, Numero 24
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il gio lug 08, 2010 11:00 am

Omeopatia e prevenzione neoplastica

Sebbene, in questi ultimi tempi, si affermi che l'omeopatia possa essere una modalità di trattamento del cancro, vi sono pochi studi scientifici documentati, in tal senso, sia nell'uomo che negli animali. Con questa ricerca si è voluto verificare l'azione protettiva dei rimedi Ruta, Hydrastis, Lycopodium, Phosphorus e Thuja, nella carcinogenesi chimica da N'-nitrosodiethilamina (NDEA) e 3-metilcontralene, nei topi. Il primo dei due princìpi è in grado di provocare epatocarcinomi, il secondo sarcomi. Nel caso del NDEA, il principio, che è un nitrosoderivato contaminante di ambienti in cui viene fatto uso di dimetilamina e di dimetilidrazina, si è voluto verificare nei ratti lo sviluppo di epatocarcinomi; in quelli sottoposti a regime orale con i derivati omeopatici, si è notata una riduzione della velocità di crescita degli stessi ed una normalizzazione dei segni di necrosi riconducibili ai livelli ematici di gamma-GT, transaminasi e fosfatasi alcalina. Il rimedio più efficace si è dimostrato Ruta 200CH. Nel caso, invece, di topi con sarcomi da 3-metilcontralene (un idrocarburo aromatico policiclico che si forma durante la combustione delle sigarette), l'azione maggiore (un minore sviluppo neoplastico e una maggiore sopravvivenza) si è avuta ancora con Ruta 200CH e Phosphorus MK. Sebbene al momento non si conoscano i meccanismi d'azione, lo studio dimostra che principi omeopatici in diluizioni ultralow sono attivi contro lo sviluppo di neoplasie anche di diversa natura (parenchimali e connettivali). Mentre per Phosphorus è noto il tropismo connettivale e l'azione antiflogistica (primum movens dello sviluppo tumorale), più sorprendentemente (soprattutto a livello epatico) l'azione di Ruta, rimedio antitraumatico in acuto, che forse potrebbe agire opponendosi ala neongiogenesi neoplastica. Il fenotipo antigenico e funzionale della cellula neoplastica è influenzato dalle interazioni che si stabiliscono tra questa stessa cellula ed il suo microambiente, a sua volta costituito dalla matrice extracellulare, da un apparato microvascolare e da cellule dell'immunità innata, che comprendono macrofagi, granulociti neutrofili, basofili e mastociti. Nei tumori solidi ed ematologici, l'angiogenesi favorisce la crescita, la capacità invasiva e metastatica delle cellule neoplastiche. Inoltre, le cellule dell'immunità innata, reclutate ed attivate dalle stesse cellule neoplastiche, sono in grado di rilasciare fattori angiogenici. Presumibilmente, in basi ai dati delle sperimentazioni omeopatiche, la Ruta inibirebbe l'angiogenisi neoplastica e le sue conseguenze.

Fonte:
Asian Pac J Cancer Prev, 2007, 8, (1), 98
http://www.siomi.it/apps/pubblicazioni.php?id=852
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il gio lug 08, 2010 11:03 am

La scelta omeopatica per ansia e depressione

Chi si occupa di CAM, di fronte a casi di depressione finisce prima o poi col far ricorso più o meno meccanicamente al fitoterapico Hypericum, con risultati alterni. Tuttavia, la medicina omeopatica consente ben altre sfumature. Già il primo Hahnemann, in un certo senso pre-omeopatico (si era nel 1792, quattro anni prima della sortita che doveva cambiare le sorti della farmacologia), si era interessato ai disturbi psichiatrici, mostrando una sensibilità non comune per la fine del '700, quando i malati di mente venivano isolati e sottoposti a trattamenti disumani. A fine '800, la metà dei malati di mente ospitati negli ospedali omeopatici americani veniva dimessa ogni anno, contro il 30% di coloro i quali venivano trattati con metodi tradizionali; tra questi ultimi, inoltre, si registravano molti più decessi. La capacità di presa in carico da parte dell'omeopatia dei disturbi con una componente psichica - primaria o secondaria: distinzione tutto sommato accademica - è strettamente legata alla visione unitaria del paziente suggerita dall'unitarietà sintomatologica delle patogenesi sperimentali. Inoltre gli omeopati mettono in relazione l'incremento delle malattie mentali con l'abuso di terapie oppressive e dunque con la iatrogenesi. La stessa anamnesi omeopatica comprende una forte attenzione al mondo psichico del paziente (questo è tuttavia un motivo anche di preoccupazione, perché talora gli omeopati si improvvisano psicoterapeuti!). Uno studio condotto in North Carolina ha stabilito un miglioramento del 62% dei pazienti depressi trattati con l'omeopatia. Nell'ansia e nella depressione lieve, i medicinali mostratisi più utili, secondo l'autore dell'articolo, sono i seguenti: Arsenicum album, Nux vomica, Ignatia, Aconitum, Gelsemium, Staphysagria, Argentum nitricum, Lycopodium, Arnica, Kalium phosphoricum, Natrum muriaticum, Calcarea carbonica, Sepia, Aurum metallicum e Phosphoricum acidum.

Fonte:
Alt Complem Ther, 2008, 14, (1), 19
http://www.siomi.it/apps/pubblicazioni.php?id=847
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mar feb 08, 2011 11:51 pm

Efficacia dell'omeopatia nella Sindrome da stanchezza cronica


A randomised, controlled, triple-blind trial of the efficacy of homeopathic treatment for chronic fatigue syndrome.
J Psychosom Res. 2004 Feb;56(2):189-97.

Abstract
OBJECTIVE: There is no management regime for chronic fatigue syndrome (CFS) that has been found to be universally beneficial and no treatment can be considered a "cure". Patients with CFS may use complementary and alternative medicine (CAM). Our aim was to evaluate homeopathic treatment in reducing subjective symptoms of CFS.

METHOD: Using a triple-blind design (patient and homeopath blind to group assignment and data analyst blind to group until after initial analyses to reduce the possibility of bias due to data analyst), we randomly assigned patients to homeopathic medicine or identical placebo. One hundred and three patients meeting the Oxford criteria for CFS were recruited from two specialist hospital out patient departments. Patients had monthly consultations with a professional homeopath for 6 months. Main outcome measures were scores on the subscales of the Multidimensional Fatigue Inventory (MFI) and proportions of each group attaining clinically significant improvements on each subscale. Secondary outcome measures were the Fatigue Impact Scale (FIS) and the Functional Limitations Profile (FLP). Ninety-two patients completed treatment in the trial (47 homeopathic treatment, 45 placebo). Eighty-six patients returned fully or partially completed posttreatment outcome measures (41 homeopathic treatment group who completed treatment, 2 homeopathic treatment group who did not complete treatment, 38 placebo group who completed treatment, and 5 placebo group who did not complete treatment).

RESULTS: Seventeen of 103 patients withdrew from treatment or were lost to follow-up. Patients in the homeopathic medicine group showed significantly more improvement on the MFI general fatigue subscale (one of the primary outcome measures) and the FLP physical subscale but not on other subscales. Although group differences were not statistically significant on four out of the five MFI subscales (the primary outcome measures), more people in the homeopathic medicine group showed clinically significant improvement. More people in the homeopathic medicine group showed clinical improvement on all primary outcomes (relative risk=2.75, P=.09).

CONCLUSIONS: There is weak but equivocal evidence that the effects of homeopathic medicine are superior to placebo. Results also suggest that there may be nonspecific benefits from the homeopathic consultation. Further studies are needed to determine whether these differences hold in larger samples.

Fonte:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15016577
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mar feb 08, 2011 11:55 pm

Confronto tra omeopatia e placebo

IS HOMOEOPATHY A PLACEBO RESPONSE? CONTROLLED TRIAL OF HOMOEOPATHIC POTENCY, WITH POLLEN IN HAYFEVER AS MODEL

Abstract

The hypothesis that homoeopathic potencies are placebos was tested in a randomised, double-blind, placebo-controlled trial. The study model chosen compared the effects of a homoeopathic preparation of mixed grass pollens with placebo in 144 patients with active hayfever. The homoeopathically treated patients showed a significant reduction in patient and doctor assessed symptom scores. The significance of this response was increased when results were corrected for pollen count and the response was associated with a halving of the need for antihistamines. An initial aggravation of symptoms was noted more often in patients receiving the potency and was followed by an improvement in that group. No evidence emerged to support the idea that placebo action fully explains the clinical responses to homoeopathic drugs.

Fonte:
http://www.thelancet.com/journals/lance ... 40-6736(86)90410-1/abstract
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mar feb 08, 2011 11:58 pm

Riproducibilità d'efficacia dei trattamenti omeopatici

Is evidence for homoeopathy reproducible?

Abstract

Summary
We tested, under independent conditions, the reproducibility of evidence from two previous trials that homoeopathy differs from placebo. The test model was again homoeopathic immunotherapy.
28 patients with allergic asthma, most of them sensitive to house-dust mite, were randomly allocated to receive either oral homoeopathic immunotherapy to their principal allergen or identical placebo. The test treatments were given as a complement to their unaltered conventional care. A daily visual analogue scale of overall symptom intensity was the outcome measure. A difference in visual analogue score in favour of homoeopathic immunotherapy appeared within one week of starting treatment and persisted for up to 8 weeks (p=0·003). There were similar trends in respiratory function and bronchial reactivity tests.
A meta-analysis of all three trials strengthened the evidence that homoeopathy does more than placebo (p=0·0004). Is the reproducibility of evidence in favour of homoeopathy proof of its activity or proof of the clinical trial's capacity to produce false-positive results?

Fonte:
http://www.thelancet.com/journals/lance ... 40-6736(94)90407-3/abstract
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mer feb 09, 2011 12:02 am

Conclusioni metanalisi sul confronto tra omeopatia e placebo: l'omeopatia mostra un'efficacia 2,45 volte superiore al placebo

Are the clinical effects of homeopathy placebo effects? A meta-analysis of placebo-controlled trials.

Abstract
BACKGROUND: Homeopathy seems scientifically implausible, but has widespread use. We aimed to assess whether the clinical effect reported in randomised controlled trials of homeopathic remedies is equivalent to that reported for placebo.

METHODS: We sought studies from computerised bibliographies and contracts with researchers, institutions, manufacturers, individual collectors, homeopathic conference proceedings, and books. We included all languages. Double-blind and/or randomised placebo-controlled trials of clinical conditions were considered. Our review of 185 trials identified 119 that met the inclusion criteria. 89 had adequate data for meta-analysis, and two sets of trial were used to assess reproducibility. Two reviewers assessed study quality with two scales and extracted data for information on clinical condition, homeopathy type, dilution, "remedy", population, and outcomes.

FINDINGS: The combined odds ratio for the 89 studies entered into the main meta-analysis was 2.45 (95% CI 2.05, 2.93) in favour of homeopathy. The odds ratio for the 26 good-quality studies was 1.66 (1.33, 2.08), and that corrected for publication bias was 1.78 (1.03, 3.10). Four studies on the effects of a single remedy on seasonal allergies had a pooled odds ratio for ocular symptoms at 4 weeks of 2.03 (1.51, 2.74). Five studies on postoperative ileus had a pooled mean effect-size-difference of -0.22 standard deviations (95% CI -0.36, -0.09) for flatus, and -0.18 SDs (-0.33, -0.03) for stool (both p < 0.05).

INTERPRETATION: The results of our meta-analysis are not compatible with the hypothesis that the clinical effects of homeopathy are completely due to placebo. However, we found insufficient evidence from these studies that homeopathy is clearly efficacious for any single clinical condition. Further research on homeopathy is warranted provided it is rigorous and systematic.

Fonte:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9310601
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mer feb 09, 2011 12:11 am

Efficacia di Rhus tox nel trattamento della fibromialgia

Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis
British Medical Journal, 299:365-66.

This trial was double-blind with a crossover design, comparing R toxicodendron to a placebo in 30 patients all suffering from an identical syndrome identified as the admission criteria. It showed a significant reduction in tender spots, by 25%, when patients were given the homeopathic medicine, as compared to when they were given the placebo.

Fonte:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1837216/
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Re: RICERCA SCIENTIFICA OMEOPATICA

Messaggiodi Dr.Ascani il mer feb 09, 2011 12:16 am

Conclusioni dell'analisi degli studi clinici omeopatici: su 105 studi analizzati, 81 (il 77%) mostrano risultati positivi per l'omeopatia

Clinical trials of homoeopathy.

Abstract
OBJECTIVE--To establish whether there is evidence of the efficacy of homoeopathy from controlled trials in humans. DESIGN--Criteria based meta-analysis. Assessment of the methodological quality of 107 controlled trials in 96 published reports found after an extensive search. Trials were scored using a list of predefined criteria of good methodology, and the outcome of the trials was interpreted in relation to their quality. SETTING--Controlled trials published world wide. MAIN OUTCOME MEASURES--Results of the trials with the best methodological quality. Trials of classical homoeopathy and several modern varieties were considered separately. RESULTS--In 14 trials some form of classical homoeopathy was tested and in 58 trials the same single homoeopathic treatment was given to patients with comparable conventional diagnosis. Combinations of several homoeopathic treatments were tested in 26 trials; isopathy was tested in nine trials. Most trials seemed to be of very low quality, but there were many exceptions. The results showed a positive trend regardless of the quality of the trial or the variety of homeopathy used. Overall, of the 105 trials with interpretable results, 81 trials indicated positive results whereas in 24 trials no positive effects of homoeopathy were found. The results of the review may be complicated by publication bias, especially in such a controversial subject as homoeopathy. CONCLUSIONS--At the moment the evidence of clinical trials is positive but not sufficient to draw definitive conclusions because most trials are of low methodological quality and because of the unknown role of publication bias. This indicates that there is a legitimate case for further evaluation of homoeopathy, but only by means of well performed trials.

Fonte:
http://www.bmj.com/content/302/6772/316.short
Dr.Ascani
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