Università di Bari scopre la proteina che causa il diabete

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Università di Bari scopre la proteina che causa il diabete

Messaggiodi Dr.Ascani il mar mag 05, 2015 8:51 am

Università di Bari scopre la proteina che causa il diabete alimentare

Il direttore del Dipartimento di Endocrinologia, Giorgino: «Si chiama “p66shc” e uccide le cellule che producono insulina». Il rapporto con le abitudini alimentari

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La principale responsabile della morte delle cellule che producono l’insulina, causando il diabete «alimentare», è la proteina «p66shc», ribattezzata la «proteina killer». A scoprila è stata l’equipe del dipartimento di Endocrinologia dell’Università di Bari, guidata dal professore Francesco Giorgino.
Come muoiono le cellule che producono insulina
«Abbiamo individuato - spiega il professore - un rapporto molto chiaro tra gli eccessi di grassi e l’aumento del tessuto adiposo, e il danno delle cellule che producono l’insulina, che sono le cellule beta del pancreas». «Questo danno - sottolinea il professore - si realizza proprio a seguito dell’intervento di questa proteina, la «p66shc», che viene aumentata nella sua quantità a livello cellulare dagli acidi grassi. E, a sua volta, danneggia le cellule facendole morire per apoptosi (morte cellulare, ndr). A questo punto abbiamo meno cellule che producono insulina, il che comporta purtroppo un aumento della glicemia». Ma come introduciamo nel nostro organismo questa proteina? «L’acido grasso - evidenzia Giorgino - che maggiormente è in grado di aumentare questa proteina, si chiama acido palmitico o palmitato, che è particolarmente presente nell’olio di palma. Quindi c’è anche un rapporto con alcune abitudini alimentari che ci fanno capire come l’apporto di grassi debba essere molto attentamente valutato evitando questi olii, e preferendo l’olio di oliva». Chi rischia di più gli effetti di questa proteina `killer´? «Non tutte le persone con aumento del grasso addominale, quindi con la cosiddetta obesità a mela, sviluppano il diabete», spiega Giorgino. «Però - rimarca il professore - una maggiore proporzione di queste persone vanno incontro al diabete rispetto a chi invece o non ha obesità, oppure ha una distribuzione del tessuto adiposo in altre sedi: glutei o cosce». «Questo rapporto - aggiunge - lo abbiamo dimostrato attraverso lo studio di questa proteina. Infatti abbiamo riportato nella ricerca che nel pancreas di soggetti obesi, vi sono livelli più alti di questa proteina associati a un maggior danno delle cellule che producono insulina». Quanto alla possibilità che ci siano presto farmaci in gradi di inibire l’effetto di questa proteina, Giorgino rileva che «è auspicabile: questa proteina è stata implicata in altri problemi legati al metabolismo - ricorda - per esempio nella nefropatia diabetica, in cui pare svolga un ruolo dannoso per il rene». «È indubbio - conclude - che avere a disposizione strategie terapeutiche in grado di limitare gli effetti della `p66shc´, che uccide le cellule generando radicali liberi dell’ossigeno, sarebbe un’arma in più per sconfiggere il diabete».

Fonte:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere. ... e641.shtml
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