Salute: il sole fa bene al corpo

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Salute: il sole fa bene al corpo

Messaggiodi Dr.Ascani il lun mar 08, 2010 10:18 pm

Esposizione ai raggi 'sveglia' i globuli bianchi

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - Il sole e' un buon alleato del sistema immunitario. A dirlo e' un nuovo studio, documentato sulla rivista Nature Immunology. La vitamina D puo' contribuire a proteggere l'organismo dalle malattie. Gli studiosi dell'Universita' di Copenaghen hanno messo in evidenza come attraverso la vitamina D, che viene prodotta principalmente attraverso l'esposizione solare, vengono attivati nel corpo dei 'globuli bianchi dormienti', gli alleati migliori nella lotta contro le infezioni.

Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 36751.html
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Re: Salute: il sole fa bene al corpo

Messaggiodi Dr.Ascani il mar mar 09, 2010 9:05 am

E’ LA VITAMINA D L’INTERRUTTORE CHE ATTIVA IL SISTEMA IMMUNITARIO
La vitamina D e' indispensabile per trasformare le cellule del sistema immunitario in killer in grado di uccidere gli agenti patogeni responsabili di infezioni e malattie. E’ questo il frutto di una ricerca pubblicata sull'ultimo numero Nature Immunology e condotta dagli studiosi dell'Universita' di Copenhagen.
Gli esperti hanno scoperto che in presenza di virus e batteri dai quali bisogna difendersi, i linfociti T allungano una sorta di antenna munita di recettori di vitamina D. In assenza di questa, le cellule del sistema immunitario non si attivano e l'infezione ha la meglio.
Carsten Geisler, che ha coordinato lo studio, ha rilevato che gli scienziati erano da tempo a conoscenza del ruolo della vitamina D per l'assorbimento del calcio e della sua implicazione in disturbi come cancro e sclerosi multipla, ma solo adesso e' chiaro quanto la sua presenza sia cruciale anche per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Fonte:
Sanità News del 09/03/2010
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Re: Salute: il sole fa bene al corpo

Messaggiodi Dr.Ascani il mer mar 10, 2010 2:29 pm

Vitamina D: un fattore cruciale per il sistema immunitario
Senza di essa, le cellule T non sono in grado di reagire e combattere le infezioni più gravi che minacciano l'organismo

La vitamina D è cruciale per l'attivazione del nostro sistema immunitario: senza di essa, le cellule T non sono in grado di reagire e combattere le infezioni più gravi che minacciano l'organismo: è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca.

La maggior parte della vitamina D è prodotta naturalmente dall'esposizione della pelle al sole. È contenuta anche nell'olio di pesce, nelle uova di pesci grassi come salmone, aringhe e sgombro, o può essere assunta consumando integratori dietetici. Non esistono studi definitivi per stabilire il dosaggio ottimale di vitamina D, anche se le attuali linee guida raccomandano di assumere una dose giornaliera compresa tra 25 e 50 microgrammi al giorno. Si stima inoltre che gran parte della popolazione abbia una bassa concentrazione sanguigna di questo importante elemento.

Secondo il modello immunologico attuale, per poter proteggere il corpo dalla minaccia di virus e batteri le cellule T del sistema immunitario devono in primo luogo essere esposte a tracce dell'agente patogeno. Ciò avviene quando queste vengono “presentate” da altre cellule immunitarie dell'organismo, i macrofagi. Le cellule T si possono cosi legare al frammento e dividersi continuamente dando luogo a centinaia di copie identiche, tutte specializzate nel riconoscere e nel distruggere lo stesso agente esterno.

"Quando una cellula T è esposta a un agente patogeno, espone un dispositivo di segnalazione noto come recettore per la vitamina D: ciò significa che la cellula T deve avere a disposizione la vitamina D, o l'attivazione cesserà. Se le cellule T non riescono a trovare sufficiente vitamina D nel sangue, non inizieranno mai ad attivarsi.”

Nel corso della ricerca, i cui risultati sono apparsi sull'ultimo numero della rivista Nature Immunology, i ricercatori sono riusciti anche a tracciare la sequenza biochimica di trasformazione di una cellula T da inattiva ad attiva: ciò apre la strada alla possibilità di intervenire in diversi punti di tale cammino per modulare la risposta immunitaria. L'elemento cruciale scoperto in questo caso è che le cellule T inattive, o “naïve”, non contengono né un recettore per la vitamina D né una specifica molecola (la PLC-gamma1) che la renderebbe in grado di dare una risposta antigenica specifica.

I risultati, secondo i ricercatori, potrebbero rivelarsi preziosi in tutti gli studi che riguardano il sistema immunitario, dalla messa a punto di nuovi vaccini o di nuovi immunosoppressori per i trapiantati fino alla lotta alle malattie infettive e alle epidemie globali. (fc)

Fonte:
http://lescienze.espresso.repubblica.it ... lo/1342379
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Cuore a rischio se vitamina D è carente

Messaggiodi Dr.Ascani il mer mar 10, 2010 11:24 pm

Il latte si sa, fa bene alle ossa. Ora però un nuovo studio dell'Institute Intermountain Medical Center di Salt Lake City suggerisce che la vitamina D contribuisce ad avere un cuore forte e sano, e che inadeguati livelli possono far significativamente aumentare il rischio di ictus e malattie cardiache.

Per più di un anno i ricercatori hanno osservato 27.686 pazienti di 50 anni o più, con nessuna precedente storia di malattie cardiovascolari. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base ai loro livelli di vitamina D: normale (più di 30 nanogrammi per millilitro), basso (!5-30 nanogrammi/ml) o molto basso (meno di 15 nanogrammi/ml).

Lo studio ha dimostrato che nei pazienti con livelli molto bassi di vitamina D aumentava del 77% le probabilità di morte, del 45% le probabilità di sviluppare malattie coronariche, del 78% delle probabilità di avere un ictus rispetto a pazienti con livelli normali.

Inoltre i pazienti con livelli molto bassi di vitamina D avevano anche due volte più probabilità di sviluppare una insufficienza cardiaca rispetto a quelli con un normale livello di vitamina D.

I risultati della ricerca saranno presentati oggi a Orlando in Florida all'American Heart Association's Scientific Conference.

"Questo è uno studio unico perchè l'associazione tra la carenza di vitamina D e le malattie cardiovascolari non è stata consolidata", spiega Brent Muhlestein, direttore della ricerca cardiovascolare dell'Institute Intermountain Medical Center e uno degli autori dello studio.

"Le sue conclusioni potrebbero prevenire le malattie e fornire un trattamento per aiutano a salvare vite umane".

E' già stato dimostrato in passato che la vitamina D è coinvolta nella regolazione del corpo di calcio, nel rafforzamento delle ossa, e, di conseguenza, la sua carenza è associata a disturbi muscolo-scheletrici.

Recentemente si è invece dimostrato la associazione tra la vitamina D e la regolazione di molte altre funzioni corporee tra cui la pressione arteriosa, il controllo del glucosio e delle infiammazioni, tutti importanti fattori di rischio legati alla malattia di cuore.

Da questi risultati, gli scienziati hanno ipotizzato che la carenza di vitamina D può anche essere collegata alla malattia del cuore stesso. Il dottor Muhlestein sottolinea anche che un gruppo di pazienti dello Utah ha fornito valide indicazioni: "Nello Utah vi è un basso uso di tabacco e alcol, per questo siamo stati in grado di restringere il campo sugli effetti della vitamina D sul sistema cardiovascolare".

I risultati sono stati piuttosto sorprendenti e importanti, continua Heidi May, epidemiologo, altro autore dello studio.

"Siamo giunti alla conclusione che tra i pazienti con 50 anni di età o più anziani, anche una moderata carenza di vitamina D è stata associata con lo sviluppo di malattia coronarica, insufficienza cardiaca, ictus, e morte".

"Questo - aggiunge - è importante perchè la carenza di vitamina D è facilmente curabile". Ovviamente lo studio, di sola osservazione, non garantisce la certezza di un collegamento tra vitamina D e le malattie di cuore, però getta le basi per ulteriori studi.

"Riteniamo che i risultati sono abbastanza importanti da giustificare sperimentazioni cliniche - conclude il dottor Muhlestein - per determinare con certezza quello che abbiamo scoperto".

Fonte:
paginemediche.it
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Re: Salute: il sole fa bene al corpo

Messaggiodi Dr.Ascani il ven mar 26, 2010 1:14 pm

La vitamina D può ridurre sensibilmente i malanni di stagione e l’asma nei bambini

Integratori di vitamina D potrebbero aiutare l’organismo dei bambini ad affrontare meglio le influenze stagionali e gli attacchi di asma.

E’ quanto è emerso da uno studio condotto presso la Jikei University School of Medicine, di Tokyo, e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. I ricercatori nipponici hanno analizzato un gruppo di 167 studenti di età compresa tra i 6 e i 15 anni che hanno assunto, da dicembre a marzo, 1,200 IU al giorno di integratori di vitamina D e hanno comparato lo stato di salute di questi ragazzini con quello di altrettanti studenti che avevano assunto un placebo.

Ebbene, nel gruppo che aveva preso la vitamina si sono ammalati di influenza stagionale 18 bambini su 167, contro i 31 del gruppo di controllo; nel gruppo attivo si registrava una riduzione del rischio di ammalarsi di influenza pari al 58%.

Un beneficio sarebbe emerso anche nei bambini che soffrivano di asma: nel gruppo che aveva assunto l’integratore solo due bambini hanno avuto crisi asmatiche contro i 12 bambini del gruppo di controllo.

Fonte:
http://news.paginemediche.it/it/231/la- ... aspx?c1=78
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Re: Salute: il sole fa bene al corpo

Messaggiodi Dr.Ascani il lun mar 29, 2010 12:41 pm

Vitamina D riduce in anziani rischio malattie cardiache e diabete.
Elevati livelli di vitamina D possono ridurre negli anziani il rischio di sviluppare malattie cardiache o il diabete.

Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Warwick e pubblicato sulla rivista Maturitas.

I ricercatori raccomandano di seguire una dieta sana, che comprenda pesci grassi, e di esporsi alla luce del sole per almeno mezz'ora due volte a settimana. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno riesaminato i risultati di 28 studi focalizzati sugli effetti della vitamina D.

In totale, sono stati analizzati i dati riguardanti 99.745 persone raccolti tra il 1990 e il 2009. Ebbene, gli studiosi hanno scoperto che gli anziani e gli adulti di mezza età con elevati livelli di vitamina D nel sangue - che è possibile raggiungere tramite uno stile di vita sano - avevano il 43% delle probabilità in meno di soffrire di patologie cardiache e di diabete. Studi precedenti hanno dimostrato, inoltre, l'importanza di questa vitamina per la salute delle ossa.
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