Eventuale trattamento omeopatico del coronavirus

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Eventuale trattamento omeopatico del coronavirus

Messaggiodi Dr.Ascani il sab feb 01, 2020 5:20 pm

Viste le numerose richieste di chiarimenti di seguito alcune considerazioni in merito all'indicazione del Governo indiano di assumere dosi di Arsenicum album omeopatico per prevenire/curare l'infezione da coronavirus circolante: https://theprint.in/health/modi-govt-ad ... v41rDBf93g


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L' omeopatia classica hahnemanniana ha, tra i suoi principi fondamentali "l'individualizzazione della cura secondo la Legge dei Simili". Ne consegue quindi che, a meno che una malattia infettiva non presenti gli stessi sintomi in ogni ammalato (cosa rarissima), la cura omeopatica migliore non potrà mai essere la stessa per tutti e quindi non potrà esserlo nemmeno l'Arsenicum omeopatico, come consigliato dalle autorità indiane. Ogni paziente ha il suo modo di fare la "sua malattia" con tante piccole sfumature, sia a livello fisico che psicologico, che in omeopatia sono importantissime e imprescindibili per determinare quale sia il rimedio migliore per quella persona, in quella particolare situazione clinica. Un eventuale trattamento omeopatico di un'infezione da coronavirus non farebbe quindi alcuna eccezione a quanto appena scritto e in omeopatia abbiamo rimedi molto efficaci nel trattare sindromi simil-influenzali, se i sintomi del paziente coincidono con quelli che il rimedio omeopatico può curare.

Di seguito alcuni esempi di rimedi omeopatici comunemente usati in caso di sindromi parainfluenzali con le loro principali indicazioni (che non devono essere per forza tutte presenti):

Arsenicum album: l'influenza tipica di Arsenicum si manifesta con brividi di freddo e febbre con sete per bevande calde, il paziente tende a chiedere piccole quantità ripetute spesso e non tollera l'acqua fredda. Vi può essere oppressione respiratoria aggravata col movimento o giacendo disteso che migliora sedendosi. Il paziente è molto prostrato, debole, irrequieto e angosciato, la dispnea si aggrava verso mezzanotte e spinge il paziente ad alzarsi e a muoversi. Presenti spesso sintomi gastrointestinali, dolori di stomaco aggravati con cibo e bevande freddi, diarrea maleodorante ecc.. E' un rimedio che trova più spesso indicazioni nelle "influenze intestinali" piuttosto che in quelle respiratorie.

L'influenza di Eupatorium perfoliatum invece è caratterizzata da febbre con i classici dolori ossei e muscolari, mal di testa con dolori ai globi oculari, tosse con dolore alla trachea e al petto, a volte presenti vomito bilioso e diarrea.

Gelesemium sempervirens presenta invece febbre con brividi, tremori, assenza di sete, grande stanchezza generale, gambe pesanti, ptosi palpebrale, cefalea occipitale o pesantezza alla testa che migliorano urinando, si possono avere anche diminuzione della vista e vertigini.

Rhus toxicodendron ha gran sete di bevande fredde e secchezza della bocca. E' colpito soprattutto l'apparato muscolo-scheletrico con rigidità o dolori che migliorano con il movimento continuato e con le applicazioni calde e peggiorano stando fermi, con il freddo e con l'umidità.

In Bryonia alba, all'opposto di Rhus toxicodendron il movimento aggrava i dolori così come le applicazioni calde. Sono colpite anche qui le articolazioni ma i dolori, in genere a fitte e puntori, migliorano con la pressione e stando immobili. Le mucose sono secche, la lingua è bianca e patinata e si ha sete intensa con desiderio di acqua fredda che si tende a bere in grosse quantità per volta (opposto di arsenicum), la tosse anche è secca e spasmodica con dolori che si ripercuotono in ogni parte del corpo, soprattutto alla testa e al torace che il soggetto deve sostenere e comprimere per diminuirne l'intensità. La cefalea è frontale e aggravata dal minimo movimento, persino da quello degli occhi.

Questi sono alcuni esempi di rimedi frequentemente utilizzati nelle prime fasi delle infezioni delle via aeree superiori ma ve ne sono molti altri e i rimedi spesso vanno modificati a seconda dell'evolversi del quadro clinico. Fondamentale quindi rivolgersi sempre ad un medico omeopata esperto per avere i migliori risultati.

Il grande vantaggio dell'omeopatia, oltre alla totale assenza di effetti collaterali, è quello di riuscire a intervenire efficacemente nelle più diverse situazioni cliniche a prescindere dal tipo di microrganismo che ha provocato la malattia. Al centro di tutto c'è il paziente con i suoi sintomi peculiari, la sua storia, la sua unicità e, somministrando il rimedio giusto, al momento giusto, verranno stimolate le reazioni autocurative dell'organismo che saprà da solo cosa fare per riportarsi in salute in accordo con quanto espresso da L. Pasteur, padre della Microbiologia moderna, allorché disse: “…il terreno è tutto, ben più importante del microbo”. E l'obiettivo dell'omeopatia è sempre il terreno.
Dott. Tancredi Ascani
Iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi di Perugia che praticano Medicine Non Convenzionali per la disciplina Medicina Omeopatica
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